ARTE, EMOZIONI E BIOCHIMICA DEL CERVELLO

ARTE, EMOZIONI E BIOCHIMICA DEL CERVELLO

A cura di Franco Cracolici

L’arte è un potente veicolo di suggestioni e informazioni per il nostro corpo e la nostra anima.

Infatti, anche come testimoniano recenti ricerche scientifiche, si comprende come l’arte riesca tramite l’attivazione della dopamina ed altri neurotrasmettitori a modulare gli stati d’animo dell’artista stesso e di chi osserva un’opera artistica fino al punto di diventare anche un meccanismo assai utile per la stimolazione di processi immunitari.

Guardare un’opera d’arte attiva molteplici aree del nostro organismo e non solo quelle cerebrali, ma diviene il palcoscenico dove si rappresentano stati emozionali condivisi che attivano cuore, pancia e organi di senso.

Gli artisti sono a loro insaputa dei terapisti che tramite le loro opere e le energie che immettono in esse, provocano riflessi viscerali, mentali ed empatie profonde che coinvolgono i nostri neuroni situati nelle più disparate regioni del nostro organismo portando spesso ad una catarsi liberatoria dalle ansie della vita quotidiana.

Empatia, intenzione e memoria sono quindi protagonisti di una sintonia che collega la vista di un capolavoro ai nostri ricordi più atavici e a immagini che ci riportano a risonanze antichissime affastellate nella nostra mente.

Infatti, il nostro cervello è in realtà il protagonista fondamentale nell’osservazione ad esempio, di un quadro meraviglioso, e soprattutto dei particolari nascosti dentro le immagini di una tela: le strutture della mente come l’amigdala, l’ippocampo e la corteccia temporale osservano la realtà memorizzandola non solo per quella che apparentemente questa rappresenta, ma anche in relazione al nostro vissuto, compreso ciò che abbiamo ereditato nel nostro patrimonio genetico. Insomma osservare un’opera d’arte vuol dire viaggiare dentro se stessi.